Parmitano: splendidamente italiano (e siciliano)

Serio ma anche esuberante, il sesto astronauta italiano (il primo a compiere una missione esterna) è l'emblema del carattere del nostro paese. Tifoso del Catania, appassionato di rugby, il modo giusto per dire che un'altra Italia è possibile.

L’ 11 novembre 2013  si è conclusa la Missione Spaziale “Volare” e Luca Parmitano, Maggiore dell’Areonautica Militare Italiana, è tornato sulla terra, a bordo della Soyouz TMA-09M OLYMPUS con i colleghi: il comandante russo Fyodor Yurchikhin e l’americana Karen Nyberg, dopo essere stati 6 lunghissimi mesi in orbita sulla ISS (INTERNATIONAL SPACE STATION).

Luca Parmitano, 37 anni, catanese, con il sorriso sempre in volto, è il sesto Astronauta Italiano ad aver compiuto una missione da record nello spazio, il quinto ad aver stazionato  sulla ISS ed il primo Astronauta Italiano ad aver compiuto una manovra (anzi sono state due)  extraveicolare, ovvero una passeggiata nello spazio! Grazie ad un accordo bilaterale NASA/ASI costituito nel 1997, allo scopo di compiere esperimenti  in microgravità e quindi dare opportunità di volo ad astronauti sia di breve che di lunga durata.

Il viaggio di rientro è stato piuttosto breve, in poco più di tre ore la Navicella Soyouz, durante il suo percorso si è separata in tre parti, lasciando bruciare il modulo orbitale e quello di propulsione nell’atmosfera. Il modulo adibito all’atterraggio è arrivato a temperature altissime: 1600 gradi Celsius (*), per via della frizione con l’atmosfera che riscalda lo scudo di protezione! Ma a circa 10 chilometri sopra il livello del mare, il paracadute si è aperto automaticamente e rallentando di molto la corsa e anche grazie all’espulsione dello scudo termico primario e l’accensione dei retro razzi a propellente solido, la navicella ha avuto un atterraggio “morbido” nella steppa del Kazakistan, come magicamente previsto!

Ad accogliere Luca, l’italiano Skywalker e i suoi colleghi Cosmonauti, oltre a numerosi o “colleghi” russi è stato uno staff medico eccellente che li sta tuttora sottoponendo ad accurati controlli per il loro stato di salute, anche se da subito sono apparsi in buono stato. Ora Luca e i suoi colleghi dovranno sottoporsi a una lunga riabilitazione per tornare a camminare normalmente (non prima di un mese) per evitare fratture delle ossa che hanno subito una forte riduzione di calcio e recuperare il senso di equilibrio. Il primo twit è stato per la moglie Kathy “I’m home” e le due bimbe di 3 e 6 anni. Naturalmente un abbraccio virtuale è andato anche ai suoi genitori in Sicilia. Ma ci pensate come siamo avanti con la tecnologia e i social network? Palmisano ha twittato in ogni momento dell’atterraggio a partire dal distaccamento della capsula dalla Stazione ISS. Anche per questo Luca è stato definito “L’Astronauta più social dello Spazio”.

Durante la missione Parmitano, oltre ai numerosi esperimenti scientifici come da calendario e alle “passeggiate nello spazio” (nella seconda uscita Luca ha rischiato anche la vita per via di un difetto alla tuta e l’invasione nel casco del liquido refrigerante!!) si è dilettato a salutare e a mandare uno “stellare in bocca al lupo” agli azzurri del rugby, di cui è tifoso, prima della partita Italia – Australia, in collegamento sul mega schermo dello stadio a Torino. Visti poi i cinquanta punti presi sul groppone dagli azzurri della palla ovale dai canguri non è servito granchè, comunque basta il pensiero…
Durante la notte di Halloween, Luca si è trasformato in Superman, indossando proprio il suo tipico costume blu con tanto di S rossa su sfondo giallo sul petto, ed imitandolo nel suo gesto di “volare”, nello spazio, appunto, ancora una volta dimostrando di essere in grado, con la sua “solarità” ed il carattere estroverso, di attirare l’attenzione dei Capi di Stato e di Governo, fra i quali anche Giorgio Napolitano, sulle importantissime attività della stazione spaziale ISS e condividendo in questo modo le sue emozioni con noi terrestri, adulti e bambini, risvegliando in loro il sogno di diventare astronauti, come era capitato a lui e ad altri colleghi come Samantha. Inoltre ha inviato a Terra immagini indimenticabili del nostro pianeta e ha aiutato tre veicoli ad agganciarsi alla stazione orbitale.

Luca, da sempre entusiasta per la sua missione, ha raccontato all’ESA (Agenzia Spaziale Europea) di essersi reso conto di essere innamorato della Terra e forse il suo essere nato su un’isola, la Sicilia, che dallo spazio ha fotografato molto, lo ha reso ancora più forte ed intenso il suo amore per il pianeta. Ha scritto una vera e propria lettera d’amore che potrebbe diventare un manifesto di questa missione insieme alle fotografie scattate. Rivedendo l’alba sulla terra si è emozionato perché assolutamente diversa da tutte le 16 albe che ogni giorno poteva vedere dalla stazione spaziale. Ora potrà godersi questa riscoperta del nostro pianeta, dei suoi profumi di terra bagnata,inconfondibili e inimitabili.

È felicissimo di essere tornato, ma lo sarebbe altrettanto di ritornare nello Spazio, anche presto!

Luca Parmitano, ha anche avuto l’onore di riconsegnare la fiaccola olimpica dei Giochi Invernali di Sochi 2014, che anch’essa ha fatto una passeggiata nel vuoto spaziale insieme ai cosmonauti Oleg Kotov e Sergey Ryazansky, in occasione della 36 missione extraveicolare russa.

Luca ora è pronto per passare simbolicamente “il testimone” di questa fantastica staffetta nelle mani della collega Samantha Cristoforetti, che andrà in missione   a bordo della Soyouz il prossimo novembre (per ora chiamata freddamente n. 42/43 ma è stato indetto un concorso per dare il nome alla missione di Samantha) e che ci sta già aggiornando sui suoi numerosi allenamenti ed esperimenti quotidiani, con il suo diario spaziale su Astronauti News.

Non ci resta che continuare a sostenerli e incoraggiarli in queste loro importanti missioni, e chissà un giorno, potremo beneficiare degli esperimenti scientifici effettuati anche dai nostri astronauti. E perché no? Continuare a sognare con loro!


L. D'u.

(*) La scala Celsius oggi utilizzata fissa il punto di congelamento dell'acqua a 0 °C e il punto di ebollizione a 100 °C in condizioni standard di pressione.