Sagra del Pesce Azzurro a Borgo San Gregorio a Capo d' Orlando

L'11 agosto 2016 nel borgo di San Gregorio, l’immancabile appuntamento estivo con la "Sagra del Pesce", inserita nel calendario delle manifestazioni estive, degustazione di pesce azzurro.

Nella piazza “Melitta Damiano” centinaia di chilogrammi di pesce appena pescato e cucinato al momento verranno offerti a turisti e residenti, in una serata ricca di allegria e spensieratezza. Scopo della "sagra" far conoscere, soprattutto ai turisti, le qualità organolettiche ed i valori nutrizionali del pesce azzurro, di cui il nostro mare è particolarmente ricco.

Dalle 19.00 ci sarà l’ “Aperifish”: l’apertivo con stuzzichini a base di pesce, organizzato dai pescatori del borgo. La vera e propria sagra del pesce azzurro avrà inizio alle 21.00, si potrà gustare il pesce preparato dagli chef dei ristoranti di San Gregorio: “Da Matteo” e “La Tartaruga”. La serata verrà poi accompagnata dalla musica live dei Kilimangiaro Band.

 Il "pesce azzurro" è una denominazione di uso generale e non corrisponde a un gruppo scientificamente definito di specie. Un po' come nel caso del "pesce bianco" o dei "frutti di mare". Si definiscono azzurri quei pesci dalla colorazione dorsale blu scuro (ma spesso è presente anche un po' di verde) e ventrale argentea. Generalmente abbondano nei nostri mari e questa prerogativa li rende decisamente economici. Tra questi rientrano pesci come l'aguglia, l'alaccia, l'alice, il cicerello, la costardella, il pesce sciabola, la sardina, lo sgombro e il sauro. Inoltre possono essere considerati azzurri per la loro colorazione, anche molti pesci che, per dimensioni e forme, non hanno nulla in comune con "gli azzurri" più conosciuti. Tra questi troviamo l'alalunga, l'alletterato, il biso, la lampuga, la palamita, il pesce spada e il tonno.

 Dal centro di Capo d’Orlando, percorrendo il litorale marino in direzione Messina, si snoda la tortuosa costa del comune paladino, formante il “costone roccioso” di Capo d’Orlando, popolato da una ricca vegetazione sempreverde (ambiente sclerofillo). Oltrepassato il Faro, qualche centinaio di metri più avanti, si può ammirare un laghetto salmastro in continuo mutamento. Volgendo lo sguardo a nord, domina il mare, ora mosso, ora in tempesta ma sempre bello ad ammirare. Lungo tutta la tratta sino al borgo, si possono notare gli scogli affioranti dalle bizzarre forme, sede di una numerosa flora e fauna marina. Per gli appassionati di immersione subacquea, proprio lungo questo tratto di mare che si conclude nella baia di San Gregorio, si manifesta un fondale polimorfo, limpido e cristallino. Si giunge così al borgo San Gregorio, formato da semplici e belle casette di pescatori, tanto bello da essere spesso divenute soggetto di attenzione da parte di artisti e pittori.